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IL MOSAICO - CENNI STORICI


Complicata risulta la redazione di una definizione generale del mosaico, tuttavia generalmente descritto come quella tecnica per mezzo della quale, utilizzando frammenti o tessere normalizzate di materiali omogenei o disomogenei, generalmente ma non necessariamente di pregio, si procede per accostamento alla formazione di immagini, decori, effetti cromatici,trame.
E’ peraltro difficile stabilire con precisione le origini di questa tecnica espressiva presumibilmente antica quanto la civiltà umana; da sempre ed ovunque l’uomo ha cercato di accostare frammenti colorati per creare motivi decorativi. In MESOPOTAMIA ad esempio, sono state rinvenute decorazioni risalenti al IV millennio A.C., realizzate con un particolare procedimento che consisteva nell'introdurre piccoli coni policromi nel mattone crudo al fine di creare rivestimenti con motivi geometrici. Si è a conoscenza che sin dall’antichità esistesse più di una tecnica musiva e che già i latini ne classificassero diverse, distinguendone le svariate modalità tecniche.
Le tracce più significative di questa tecnica risalgono tuttavia ad alcuni secoli prima di Cristo e sono state individuate in tutto il bacino del mediterraneo, ovvero nelle aree geografiche risalenti all'impero Greco-Romano, con ritrovamenti di mosaici che in epoche più recenti hanno raggiunto livelli elevatissimi di perizia tecnica come dimostrano ad esempio i mosaici rinvenuti a Roma ed a Pompei.
L'affermarsi del Cristianesimo contribuì notevolmente allo sviluppo di questa tecnica utilizzata massicciamente per rappresentare la Cristianità, che ne modificò progressivamente l’approccio realistico sino a raggiungere, ad esempio con i grandi mosaici delle chiese bizantine, l’annullamento dello spazio ed elevando il mosaico ad un livello di preziosità e di bellezza artistica ineguagliabile grazie all'utilizzo del vetro (si pensi ai fondi oro).
Nelle epoche successive, ovvero durante il periodo rinascimentale e barocco, questa tecnica fu soppiantata nelle arti maggiori dalla pittura e spesso in quelle minori da tecniche musive come la tarsia; è solo all’inizio del xx secolo che l'architetto catalano A. Gaudì, riportò al centro dell’attenzione e del panorama artistico il mosaico realizzato fantasticamente utilizzando frammenti o forme di ceramica colorata.
Da quell’epoca questa tecnica, grazie alla produzione industriale di fogli di mosaico su carta, ha conosciuto l’uso più massivo della sua storia assumendo sempre maggiormente un aspetto funzionale oltreché di abbellimento, senza però ma venire meno alla percezione diffusa di tecnica in grado di esaltare la creatività umana.






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